Il mio viaggio alla scoperta del patrimonio monastico europeo mi porta oggi in Austria. L’Austria è una nazione ad alta intensità abbaziale.. I grandi edifici monastici, in genere bianchi, imponenti e barocchi, spuntano ovunque sulla cima di colline, in riva ai fiumi, nelle valli. Sono edifici imponenti, con una buona popolazione monastica, anche se, l’obbligo di trasformare parte degli edifici in collegi, pena la soppressione, imposto dall’amministrazione dell’Imperatore Giuseppe nel XIX secolo, ne ha snaturato le atmosfere e ne ha in parte modificato gli spazi. Tra le tante ne ho scelte dieci, non necessariamente le più belle  che però permettono di compiere un itinerario per una breve (o lunga) vacanza alpina. Ecco la prima parte. La seconda la potrete leggere venerdì prossimo ecco il link.

 

 

1. STIFT STAMS/Abbazia di Stams
Monaci Cistercensi della Congregazione di Mehrerau

Le due torri a bulbo che serrano la facciata orientale dell’abbazia di Stams sono una presenza caratteristica nel paesaggio dell’alta valle dell’Inn, di cui l’abbazia è probabilmente il monumento più ragguardevole. Bianca e possente, domina la strada e il corso del fiume con la sua lunga facciata ritmata da finestre regolari.
La fondazione di questo complesso monastico, oggi il più importante rimasto in Tirolo, risale al 1273 quando Elisabeth, vedova dell’imperatore Corrado IV di Svevia volle erigere questo luogo in memoria del figlio, il famoso Corradino, l’ultimo degli Hoenhstaufen, morto in battaglia in Italia. Per la sua illustre origine l’abbazia di Stams iniziò subito ad avere una predominanza sulle altre abbazie tirolesi tanto da diventare sede di sepoltura dei principi di Tirolo. Gli imperatori la scelsero anche come luogo di sosta nei loro viaggi verso il Sud e nel 1497 Massimiliano I vi ricevette la delegazione del sultano turco Baiazet II qui venuta per trattare la pace. Tra il 1640 e il 1730 l’abbazia venne completamente ristrutturata, prendendo l’aspetto che ancor oggi conserva e caratterizzato dalle due tipiche torri che illustrano l’ala dell’abbazia un tempo riservata all’accoglienza reale. Malgrado due brevi periodi di soppressione (tra il 1807 e il 1817 e durante l’occupazione nazista) l’abbazia ha potuto svolgere con tranquillità la sua vita monastica impostata sull’attività pastorale, sull’agricoltura e su un grande ginnasio. Si possono visitare la chiesa, un chiostro del Seicento, il palazzo abbaziale, la Sala dei Principi e la Sala di S.Bernardo. La chiesa, a una sola navata, è il più grande edificio barocco del Tirolo, e spicca per il suo curioso rapporto tra lunghezza (81 metri) e larghezza (solo 10 metri) che solo il biancore del rivestimento dilata oltre le sue reali proporzioni. A destra dell’ingresso si trova la Heiligblutkapelle, chiusa dalla famosa “Cancellata delle rose”, notevole esempio di lavorazione del ferro battuto ma è soprattutto l’altar maggiore ad attrarre lo sguardo del visitatore con lo spettacolare “Albero della vita”, complicata costruzione dello scultore Bartlmae Stienle, dove ben 84 statue di santi di diverse proporzioni poggiano sui rami di un intricato albero che si eleva dal tabernacolo tra colonne e intrecci floreali. Una festa per gli amanti dell’arte barocca, che trovano soddisfazione anche nel gruppo di statue lignee che compongono il gruppo della Crocifissione che Andreas Thamasch ha posto a guardia della Cripta dei Principi che si apre, stranamente, al centro della Navata.

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2. STIFT ADMONT/Abbazia di Admont
Monaci Benedettini della Congregazione Austriaca
Circondata fin dalle origini da un villaggio che si è sviluppato fino ad assumere l’attuale aspetto di animata cittadina di mezza-montagna, l’abbazia di Admont  ebbe un ruolo assai importante in questo angolo remoto di Stiria, chiuso dai monti e percorso da turbinosi torrenti. Consacrata dall’arcivescovo Gebhard di Salisburgo nel 1074 in un luogo donato da S.Emma di Gurk nel 1049, l’abbazia ha avuto nel corso dei secoli una vita relativamente tranquilla e fortunata, costituendosi come una forte presenza spirituale ed economica per la regione. Nel Medioevo Admont era anche considerata una delle più apprezzate scuole di miniatura dell’Europa Centrale e ciò  accrebbe il prestigio e la ricchezza del suo patrimonio culturale, ancor oggi conservato nella sua splendida biblioteca, una delle più belle in Europa, miracolosamente sopravvissuta all’incendio del 1865.  La Biblioteca e il Museo di Storia Naturale ripagano abbondantemente il visitatore dell’assenza di atmosfera spirituale, facendo di Admont, situata tra l’altro in bella posizione naturale, una tappa indispensabile in un itinerario abbaziale austriaco.
Il Museo di Storia Naturale, recentemente riorganizzato in modo molto moderno, raccoglie migliaia di animali imbalsamati, 250.000 insetti, vegetazione, curiosità provenienti da ogni parte del mondo, collezionati e catalogati dal monaco-biologo Padre Gabriel Strobl a partire dalla fine del XIX secolo. La Biblioteca di Admont è considerata la più grande al mondo tra quelle monastiche. Costruita a partire dal 1776 su progetto di Josef Huber, è lunga 70 metri, larga 14 e alta mediamente 12 metri. Divisa in tre sezioni, stupendamente decorate da Joseph Stammel (sculture in legno) e Bartolomeo Altomonte (affreschi sulla volta) raccoglie 150.000 volumi, con un patrimonio dinamico e in continuo aumento, 1400 manoscritti (alcuni dell’VIII secolo) e 900 incunaboli. Tutti i decori, tutte le figure, tutti i fregi che decorano l’abbazia non sono lì per caso: l’iconografia è una guida per immagini alla consultazione, un modo facile (per chi conosceva il linguaggio simbolico) per trovare il libro giusto nella sezione giusta.

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3. STIFT REIN HOENFURTH/Abbazia di Rein
Monaci Cistercensi

In una tranquilla valle, circondata da verdi colline, sorge la grande abbazia di Rein, la più antica fondazione cistercense in Austria. Circondata da un ampio recinto, l’abbazia appare come un compatto quadrilatero da cui si elevano la torre campanaria e la scenografica, movimentata facciata convessa della chiesa. Non lontana da Graz, fu edificata per volere del margravio di Stiria Leopoldo il Forte che vi chiamò i monaci bavaresi di Ebrach, Secondo lo spirito di Citeuax, i monaci di Rein diedero vita a loro volta a nuove fondazioni destinate a recitare un ruolo di primo piano nella storia religiosa austriaca.  Centro culturale e religioso di prestigio, Rein si arricchì nel Duecento di una grande chiesa gotica che rimase intatta sino al Settecento, e nei periodi di maggior splendore contava più di monaci. Spopolata dopo la Riforma, ritrovò il suo splendore nel XVII secolo quando  vennero completamente riedificati gli edifici conventuali. Nel 1747 venne rifatta secondo i nuovi canoni architettonici anche la primitiva chiesa gotica. Si entra nell’abbazia per un grande portale e ci si ritrova in un ampio cortile con fontana, circondato dagli edifici scolastici e dominato dalla spettacolare facciata della chiesa. Per un passaggio coperto si costeggiano gli edifici abbaziali e si raggiungono gli antichi edifici agricoli ora ristrutturati. Dalla chiesa si passa a sinistra in un grande chiostro, gotico di struttura ma rifatto in epoca più tarda, dove si trova una curiosa raccolta di ritratti di tutti abati dalla fondazione a oggi. La chiesa, progettata dall’architetto Stengg nel 1747, spicca per la sua movimentata facciata convessa da cui sporge curiosamente  l’ organo (all’esterno!). Il suo interno, leggiadro e luminoso, è a una navata con gallerie, ed è affrescato in modo spettacolare da J.A von Molk. All’altare pala del celebre pittore rococò Kremser Schmidt.

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4. STIFT LILIENFELD/Abbazia di Lilienfeld
Monaci cistercensi

Il nome Lilienfeld, in latino “Campililio“ (campi di giglio), ci fa pensare a tempi in cui la valle della Traisen, il fiume che lambisce le mura dell’abbazia, era cosparsa di questi fiori simboli di purezza. Un’immagine poetica ma soprattutto un nome simbolico e allusivo alla purezza di Maria, patrona dei Cistercensi. Anche senza gigli, la valle è ancora affascinante, anche se l’abbazia è oggi circondata da edifici che ne limitano in parte l’impatto visivo. Ben diversa doveva essere l’impressione suscitata sui pellegrini che nei secoli passati risalivano la valle diretti a Mariazell, il principale santuario mariano austriaco che si trova a una cinquantina di chilometri da qui. Percorrendo la “Via Sacra”, sostavano nella grande chiesa gotica a venerare le reliquie della Croce donate ai monaci dal fondatore dell’abbazia Leopoldo di Babenberg e riprendevano, rassicurati nello spirito e ristorati nel corpo, il difficile cammino tra le foreste. Oggi i pellegrini passano ancora di qui  perché la Via Sacra è divenuta oggi un popolare “cammino” in Austria. L’abbazia venne edificata nello stile gotico proprio dell’Ordine a partire dal 1236 con edifici di grandi proporzioni che ne fecero uno dei più grandi monumenti medievali dell’Austria. Parte di quegli edifici sussistono ancora (la chiesa e il chiostro) ma a partire dalla fine del 1600, quando crebbe il flusso dei pellegrini verso Mariazell, l’abbazia trasformò completamente la propria struttura. La chiesa venne arricchita di sontuosi altari, mentre sorgevano tutt’attorno imponenti ambienti monastici come la monumentale Biblioteca. Un intervento di restauro, eseguito tra il 1957 e il 1962, ha portato alla luce parte delle strutture originarie. Oggi quindi il complesso appare come una serie articolata di palazzi dai tetti a spiovente e cortili interni da cui emerge la struttura gotica della chiesa. Una visione significativa del complesso la si può avere portandosi nella parte posteriore del complesso, dove si possono apprezzare l’alta abside gotica della chiesa, la sua parte più significativa, e la sacristia. La chiesa, liberamente visitabile, è preceduta da un piccolo cortile dove  la facciata appare come quasi compressa nel poco spazio. Conserva ancora l’impianto gotico, con agli altari dipinti settecenteschi. Bello il chiostro gotico, chiuso da vetrate.

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5. STIFT MELK/Abbazia di Melk
Monaci benedettini della Congregazione Austriaca

Può una delle principali attrazioni turistiche dell’Austria, immancabile in ogni tipo di tour organizzato e individuale, conservare quell’atmosfera di raccoglimento e meditazione propria delle abbazie? E’ una domanda a cui è difficile rispondere con obiettività, poiché molto dipende dal momento e dalla stagione in cui vi si capita.
Alta su uno sperone di 40 metri che domina il corso del Danubio, l’abbazia di Melk è un enorme complesso barocco, elegante e sfarzoso, visitato  quotidianamente da migliaia di persone e ancora abitato da una comunità monastica. Parte dell’abbazia di Melk, quella visitabile, è ormai un museo; un’altra ospita un grande istituto scolastico che accoglie ben 700 alunni e un convitto per studenti; solo una piccola parte è adibita ad abbazia vera e propria. La grandezza e lo sfarzo degli edifici abbaziali, così come li volle l’abate Berthold Dietmayer nei primi anni del ‘700, suscitano comunque non poche perplessità in tutti coloro che si aspettano da uno spazio monastico austerità, penombra, spazi raccolti in cui meditare. Il progetto della Melk barocca va però visto con gli occhi di una comunità reduce dagli stenti dell’età della Riforma, quando i monasteri erano quasi spopolati, e desiderosa di riaffermare la potenza della Chiesa Romana anche attraverso dei segni forti ed evidenti: una chiesa rifulgente di marmi e ori e grandiosi palazzi in cui accogliere degnamente gli imperatori che vi passavano sulla strada da Vienna a Salisburgo. Fondata nel 1089 da Leopoldo di Babenberg su un’antica rocca di famiglia, Melk è comunque importante anche dal punto di vista religioso. Nel museo, allestito in quelli che un tempo erano i saloni di rappresentanza, è oggi possibile avere un efficace sintesi delle varie e contrastanti fasi della storia di Melk. La chiesa, una delle più sfarzose e ridondanti del barocco austriaco, è uno dei capolavori di Jakob Prandtauer, l’architetto a cui si deve la riedificazione dell’intero complesso. L’interno, dominato da un cupola alta 64 metri, affrescata da Johann Michael Rotmayr, è a una navata con cappelle laterali. Nella Biblioteca e nei saloni d’onore affreschi di Paul Troger il principale interprete del gusto barocco in Austria.

L’itinerario continua qui:  seconda parte

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My tour discovering the monastic heritage of Europe, takes me now in Austria. Austria: a country where you can find abbeys even in a solitary valley .. Huge monastic buildings, white and baroque, rise everywhere: top of hills, rivers banks, towns. Usually imposing buildings, with a real, rather secret, monastic life. The obligation to transform part of the buildings into colleges, under penalty of suppression, imposed by the administration of the Austrian Emperor Joseph in the nineteenth century, has distorted the atmosphere and has partly changed the spaces. But they are still living sites, with churches, prayers, restaurants, shops and so on…  Here my abbey tour, a suggestion for a short (or long) alpine holiday. Here is the first part. The second will be next Friday.

1. STIFT STAMS/ Stams Abbey
Cistercian Monks of the Congregation of Mehrerau

The two bulb towers of Stams Abbey are a characteristic spot in the landscape of the upper Inn Valley, of which the Abbey is probably the most remarkable monument. White and mighty, it dominates the road and the course of the river with its long façade punctuated by regular windows.
The foundation of this monastic complex, the most important remaining in Tyrol today, dates back to 1273 when Elisabeth, widow of Emperor Corradus IV of Swabia, built this place in memory of his son, the famous Konradin, the last of the Hoenhstaufen family, who died in battle in Italy. Due to its illustrious origins, Stams Abbey immediately began to dominate the other Tyrolean abbeys and became the burial place of the princes of Tyrol. Between 1640 and 1730 the abbey was completely renovated, taking the nowadays aspect characterized by the two typical towers over the wing of the abbey once reserved for the royal reception. Despite two short periods of suppression (between 1807 and 1817 and during the Nazi occupation) the abbey was able to carry out its monastic life with tranquillity.  You can visit the church, a cloister of the seventeenth century, the palace, the Princes’ Hall and the St. Bernard’s Hall. The church, with only one nave, is the largest Baroque building in Tyrol, and stands out for its curious relationship between length (81 meters) and width (only 10 meters) that only the whiteness of the cladding dilates beyond its real proportions. To the right of the entrance is the Heiligblutkapelle, closed by the famous “Rose gate”, a remarkable example of wrought iron working, but it is the main altar that attracts the visitor’s attention with the spectacular “Tree of Life”, a strange  masterpiece of the sculptor Bartlmae Stienle, where 84 statues of saints of different proportions rest on the branches of an intricate tree that rises from the tabernacle between columns and floral interlacements. A festival for Baroque art lovers, together with the group of wooden statues of the Crucifixion that Andreas Thamasch has placed to guard the Crypt of the Princes that opens, strangely, in the center of the nave.

2. STIFT ADMONT/Admont Abbey
Benedictine monks of the Austrian Congregation
Surrounded by a village that has developed into a nice half mountain town, Admont Abbey played an important role in this remote corner of Styria, closed by mountains and crossed by turbulent streams. Consecrated by Archbishop Gebhard of Salzburg in 1074 the abbey  had a relatively quiet and fortunate life over the centuries as a strong spiritual and economic presence for the region. In the Middle Ages Admont was also considered one of the most popular miniature schools in Central Europe, which would increase the prestige and richness of its cultural heritage, still preserved in its fantastic library, one of the most beautiful in Europe, miraculously survived the fire of 1865. The Library and the Museum of Natural History are a great reward for the lack of spiritual atmosphere, making Admont, located in a beautiful natural environment, an unmissable  stop on our Austrian abbey route.
The Museum of Natural History, recently reorganized in a very modern way, collects thousands of stuffed animals, 250,000 insects, vegetation, curiosities from all over the world, collected and catalogued by the monk-biologist Father Gabriel Strobl since the end of  XIX century. The Admont Library, considered the largest of the monastic libraries in the world, was build since 1776 on Josef Huber’s design and is 70 metres long, 14 metres wide and 12 metres high on average. Divided into three sections, beautifully decorated by Joseph Stammel (wood carvings) and Bartolomeo Altomonte (frescoes on the vault), it collects 150,000 volumes, with a dynamic and ever-increasing heritage, 1400 manuscripts (some from the eighth century) and 900 incunabula. The iconography is a guide to consultation, an easy way (for those who knew the symbolic language) to find the right book in the right section.

3. STIFT REIN HOENFURTH/Rein Abbey
Cistercian Monks

In a quiet valley amidst green hills , stands the abbey of Rein, the oldest Cistercian foundation in Austria.The abbey appears as a compact quadrilateral from which the bell tower and the spectacular convex facade of the church rise. Not far from Graz was built on the orders of the Margrave of Styria who called the Bavarian monks of Ebrach. According to the spirit of Citeuax, the monks of Rein created new foundations to play a leading role in Austrian religious history.  As a prestigious cultural and religious centre, Rein was enriched in the 13th century with a large Gothic church that remained intact until the 18th century, and during its most splendid periods it had more than one hundred monks. Depopulated after the Reformation, it found its splendour in the 17th century when the convent buildings were completely rebuilt according to the new architectural canons. Trespassing a large portal you get in a large courtyard with a fountain, surrounded by school buildings and dominated by the spectacular facade of the church. A covered passage runs alongside the abbey and leads to the old farm, recently renovated. From the church you can reach the large cloister, Gothic in structure but rebuilt later, where you will find a curious collection of portraits of all abbots from the foundation to the present day. The church, designed by architect Stengg in 1747, upsets for its lively convex facade from which the organ curiously protrudes (outside!). Its interior, graceful and bright, has a nave with galleries, and spectacular frescoes  by J.A von Molk.

4. STIFT LILIENFELD/Lilienfeld Abbey
Cistercian monks

The name Lilienfeld, in Latin “Campilili” (lily fields), reminds us of times when the Traisen valley, the river that laps the abbey walls, was sprinkled with these flowers, symbols of purity. A poetic image but above all a symbolic and allusive name to the purity of Mary, patroness of the Cistercians. Even without lilies, the valley is still fascinating, although the abbey is now surrounded by buildings that partially limit its visual impact. Very different should be its impact on pilgrims climbing, in the past centuries, this valley walking to Mariazell, the main Marian shrine in Austria, about fifty kilometres from here. Following  the “Sacred Way”, they stopped in the large Gothic church and resumed, reassured in spirit and restored to their bodies, the difficult journey through the forests. Today, pilgrims still pass through this area because the Sacred Way has become a popular “trekking route” in Austria. The abbey was built in the typical Gothic style of the Order from 1236, with huge buildings that made it one of the largest medieval monuments in Austria. Some of those buildings still exist (the church and the cloister) but from the end of 1600, when the flow of pilgrims to Mariazell grew, the abbey completely transformed its structure. The church was enriched with sumptuous altars, while imposing monastic environments such as the monumental Library stood all around. Today, therefore, the complex appears as a series of buildings with pitched roofs and internal courtyards from which the Gothic structure of the church emerges. A significant view of the complex can be obtained from its rear part, from where you can appreciate the high Gothic apse of the church and the sacristy. The church, which can be freely visited, is preceded by a small courtyard. It still preserves the Gothic layout, with the altars painted eighteenth century. The Gothic cloister is beautiful and closed by stained glass windows.

5. STIFT MELK/Melkkish Abbey
Benedictine monks of the Austrian Congregation

Can one of Austria’s main tourist attractions, an essential stop in every tour, retain the atmosphere of meditation typical of an abbey? Difficult to answer, as much depends on when and why you come here.
High on a 40-metre spur overlooking the Danube, Melk Abbey is a huge, elegant and sumptuous Baroque complex, visited daily by thousands of people and still inhabited by a monastic community. Part of the Melk Abbey is now a museum; another houses a large school for 700 pupils; only a small part is used as an abbey itself. The greatness and splendour of the abbey buildings, as Abbot Berthold Dietmayer wanted them in the early 1700s, however, seems so far from austerity, penumbra, and a cosy space to meditate in. The Baroque Melk project, however, born for of a community that had returned from the hardships of the Reformation age, when the monasteries were almost depopulated, and eager to reaffirm the power of the Roman Church also through strong and evident signs: a shining church of marble and gold and grand palaces in which welcome the emperors who passed by on the road from Vienna to Salzburg. Founded in 1089 by Leopold of Babenberg on an old family fortress, Melk is also important from the monastic life. In the museum, housed in the former reception halls, you can have an effective synthesis of the various and contrasting phases of Melk’s history. The church, one of the most magnificent and redundant in Austrian Baroque, is one of the masterpieces of Jakob Prandtauer, the architect who rebuilt the entire complex. The interior, dominated by a 64-metre-high dome, frescoed by Johann Michael Rotmayr, has a nave and side chapels. In the Library and the halls of honour, frescoes by Paul Troger, the main interpreter of Baroque taste in Austria.

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