La prima notte a che passammo a Srinagar fu davvero magica. Era la notte di Eid Mubarak, la fine del Ramadan, e tutta la “città galleggiante” risuonava di canti dei devoti delle confraternite sufi che alzavano lodi ad Allah.

Dormire in una casa galleggiante, fatta di legno pregiato e arredata con un gusto da lord inglese, è davvero un’esperienza unica; farlo accompagnati da un sottofondo di canti mistici  può renderla davvero indimenticabile. Nel labirinto di canali creato dal lago Dal si incontrano veri e propri quartieri, fatti di barche o piccole isole, in cui vivono circa 25000 persone. Vi si trovano negozi, bar, servizi ed evidentemente moschee come dimostravano i suoni che ci accompagnavano quella notte.

Life on Dal Lake, Srinagar
Life on the Dal Lake, Srinagar, Kashmir, ph. Maria Lecis

C’è chi trova disturbante l’annuncio della preghiera islamica, noi l’abbiamo sempre trovato magico, come pure magica era quella litania lontana che ci cullava almeno quanto il leggero moto ondoso reso appena percepibile dalle dimensioni della grande barca.  La notte avanzava tra i canti delle confraternite e la ripetuta invocazione del La illah laillalah unita all’impercettibile movimento delle acque tranquille del lago accresceva il nostro senso di disorientamento.

Dove eravamo, cos’erano quei canti, da dove proveniva quella leggera brezza che portava con sé odore del legno antico, un vago sentore di acqua stagnante e di altre essenze sconosciute?

Il mattino sarebbe arrivato presto e forse ci avrebbe accolto più stanchi per quella strana notte di dormiveglia, ma ci parve inutile opporci alla forza dei canti, cercare dei silenzi che sarebbero arrivati le notti successive, rotti solo dagli scricchiolii impercettibili del legno, da un lontano russare, da stridi di uccelli notturni, da sommessi tonfi che testimoniavano che quell’acqua in fondo era viva.

Non avevamo parte in quella festa di fine digiuno ma ci sentivamo comunque ben accolti e disposti a intendere quei canti come un gesto propizio. Così, quasi senza accorgersene, ci addormentammo.

Srinagar
The floating town of Srinagar, Kashmir ph. Maria Lecis

The first night We spent in Srinagar was really magic. It was the Id Mubarak night, the end of the Ramadan, and everywhere in the floating city you could listen to the song of the local Sufi brotherhood celebrating Allah.

Sleeping in an old style, wooden houseboat it’s a strange experience, even more in a special night like this. Lake Dal’s floating town has everything you expect from a town, shops, offices, services an eventually mosques. I don’t agree with the voyagers that think the islamic morning prayer is annoying. The La illah La illallah invocation was everywhere and gave to the night an unforgettable, unique, sensation. We’re tired for the journey and we’d like to sleep, but the sound of the prayer, the slow movement of the lake, the scent of old wood and some mysterious fragrances were too strong for gave up. We had no part in the surrounding happiness, but the sounds was friendly and kept us in strange spiritual and emotional cobweb. Tomorrow Srinagar will unveil all its exotic magnificence. We stand breathing in the dark, and the sleep suddenly came.

 

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